ROGO CENTOCELLE; MEDICINA SOLIDALE, “ISTITUZIONI AUTORIZZINO “POLI CIVICI” PER ACCOGLIENZA MINORI IN CONDIZIONI DI GRAVE RISCHIO”

ROGO CENTOCELLE; MEDICINA SOLIDALE, “ISTITUZIONI AUTORIZZINO “POLI CIVICI” PER ACCOGLIENZA MINORI IN CONDIZIONI DI GRAVE RISCHIO”

“Dopo la tragedia che ha colpito la famiglia rom a Centocelle con la morte di tre giovani bambine crediamo quanto mai necessario che le autorità cittadine, in primis il Comune e la Regione Lazio, autorizzino e sostengano una forma di piccola accoglienza di tipo sperimentale, che sia contemporaneamente una risposta all’emergenza e un avvio cauto e ragionato di una politica ordinaria. Dei poli civici di accoglienza che consentirebbero di intervenire prontamente laddove la rete degli ambulatori di strada individuino la necessità di un immediato allontanamento del minore o della donna con bambini da condizioni di grave rischio. Tutto questo per evitare che si ripetano tragedie come quella di ieri”.

E’ la proposta lanciata da LUCIAA ERCOLI, direttore dell’associazione Medicina Solidale che da oltre 12 anni cura e sostiene la popolazione rom nella zona Sud della Capitale.

“Abbiamo già individuato – aggiunge ERCOLI – in via Tuscolana una struttura idonea per fare nascere il Polo civico “Fonte di Ismaele” localizzato in un’area semiperiferica e in uno spazio già dal passato adibito a strutture di accoglimento e formazione sociale, è dotato di ambienti idonei e di un supporto organizzativo che, messi a regime e collegati all’Autorità giudiziaria e a Centri di II livello, potrebbero ospitare minori non accompagnati e diadi madre-bambino, per brevi periodi di tempo dai 3 ai 7 giorni.  Da un punto di vista formale, i suddetti poli potrebbero essere motivati e sostenuti da una dichiarazione di emergenza per i minori abbandonati e sfruttati.

“In ogni caso, i poli possono essere configurati – specifica ERCOLI –  come luoghi sperimentali per l’accoglienza diffusa, con l’obiettivo finale di realizzare l’Intesa sancita in Conferenza Unificata a luglio 2014, dove viene dichiarata la necessità di ricondurre a una governance di sistema la presa in carico dei MSNA (minori stranieri non accompagnati), impegnando il Ministero dell’Interno a garantire l’accoglienza di tutti i minori, richiedenti asilo e non e a predisporre procedure finalizzate all’immediata accoglienza degli stessi”.

“Seppure il sistema di accoglienza sia oramai stato delineato – racconta la ERCOLI – allo stato attuale il percorso risulta ancora non strutturato e definito: risultano infatti necessari e urgenti interventi pubblici correttivi, come viene specificato anche nella Introduzione al Rapporto Anci su “i comuni e le politiche di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati”, per strutturare e definire puntualmente la filiera dell’accoglienza dedicata ai minori stranieri non accompagnati”.

“L’avvio della sperimentazione all’interno dei Poli Civici – conclude ERCOLI – potrebbe portare a una più corretta definizione e articolazione delle politiche di intervento in questione. Questa forma di accoglienza, per esempio, sarà possibile testare, inoltre, la scala e la forma della piccola accoglienza, ovvero il numero max di ospiti, il mix possibile di tipologie differenti di disagio e provenienza, le tipologie più adatte di educazione ai diritti e doveri di cittadinanza e di formazione ai saperi: educazione e lavoro. A sostegno finanziario della sperimentazione in questione è possibile fare riferimento del Fondo nazionale per i minori non accompagnati, cui accedono i Comuni che assicurano attività di accoglienza”.

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