PIAZZA INDIPENDENZA: VOLONTARI MEDICINA SOLIDALE, “EFFETTUATE VISITE A SS. APOSTOLI, IMPOSSIBILE FARLO A VIA CURTATONE”

PIAZZA INDIPENDENZA: VOLONTARI MEDICINA SOLIDALE, “EFFETTUATE VISITE A SS. APOSTOLI, IMPOSSIBILE FARLO A VIA CURTATONE”

Situazione incandescente sedata dal vescovo ausiliare di Roma, Mons. Paolo Lojudice.

I medici volontari dell’associazione Medina Solidale sono intervenuti questa mattina per prestare assistenza – soprattutto alle donne e ai bambini – nei due presidi che ospitano centinaia di sfollati e di migranti che da giorni vivono in strada a Piazza dei SS. Apostoli e a Piazza Indipendenza.

Mentre a SS. Apostoli è stato possibile visitare le persone accampante nell’atrio della basilica, a piazza Indipendenza non è stato possibile effettuare alcuna visita medica a causa di una situazione incandescente che si è venuta a creare dopo lo sgombero dello stabile di via Curtatone.

Solo la presenza del vescovo ausiliare di Roma Sud e responsabile dell’ufficio missionario della diocesi di roma, Mons. Paolo Lojudice accompagnato dal responsabile sanitario dell’associazione Medicina Solidale, Lucia Ercoli ha cercato di scongiurare che la situazione degenerasse.

“La situazione a Piazza dell’Indipendenza  – dichiara Lucia Ercoli, direttore di Medicina Solidale  – non è sostenibile e questo sgombero, fatto senza offrire una pronta soluzione alternativa, sta generando grandi problemi, situazioni di disagio e degrado che non sono accettabili per una città come Roma”.

“Ora come ora – aggiunge Ercoli – in piazza ci sono più di un centinaio di persone e la situazione è veramente complicata tanto che, dopo essere stati alla Basilica di Santi Apostoli dove la situazione è altrettanto problematica, non siamo riusciti ad effettuare neanche una visita medica, ovviamente gratuita, cosa che facciamo da anni come volontari di Medicina Solidale”

“Oggi, è proprio il caso di dirlo, la periferia della città è a piazza dell’Indipendenza, – continua la Ercoli – in pieno centro e mette di fronte agli occhi di tutti i gravi problemi che ogni giorno vengono affrontati in altre zone della città, soprattutto quelle in periferie dove noi come volontari agiamo e offriamo gratuitamente il nostro sostegno. Sappiamo che in prefettura si è svolto un vertice con il Comunee la Regione Lazio per trovare una soluzione ma la situazione deve essere gestita bene, con soluzioni valide che proteggano ogni tipo di fragilità sociale presente, soprattutto quelle dei tanti bambini presenti”

“Ci tengo – conclude Ercoli – anche a voler ringraziare il vescovo Paolo Lojudice, il cui intervento ha fatto si che la situazione non peggiorasse e anzi, la sua mediazione ha inizialmente calmato la situazione e, in un secondo momento, il vescovo ha raccolto le voci dei rifugiati che hanno dichiarato di essere tutti cristiani e proprio alla Chiesa hanno rivolto le loro preghiere e le richieste d’aiuto affinché questa situazione non degeneri ulteriormente e si trovi una soluzione per tutti coloro che vivono in gravi condizioni di disagio e degrado”.

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