Papa Francesco porta al circo i suoi fratelli più piccoli

Papa Francesco porta al circo i suoi fratelli più piccoli

C’è fermento di festa qui nel piazzale davanti al Circo Medrano, decine di pulman arrivano con centinaia di persone a bordo: sono donne bambini ragazzi anziani disabili sacerdoti suore gente comune. Sui volti si accenna già il sorriso trepidante di chi si appresta a partecipare a qualcosa di nuovo e sorprendente.
Entrano ordinatamente nella tenda del circo accolti da Padre Corrado, l’Elemosiniere del Papa, e dai volontari dell’Elemosineria.

Siamo presenti anche noi medici con il Camper dello Stato della Città del Vaticano già allestito di tutto punto per eventuali emergenze e/o richieste di assistenza medica.

Ma è un giorno di festa oggi e nessuno sta male; qualcuno viene a chiederci se abbiamo i farmaci per l’influenza per il mal di gola per i malanni del freddo che colpisce più acutamente chi vive in strada e non può accedere alle cure.

Ed ecco qua: paracetamolo, fluidificanti, disinfettanti del cavo orofaringeo, sono già pronti nell’armadietto del camper per essere distribuiti. Alcuni chiedono anche un piccolo controllo di salute e sale a bordo.

I più si dispongono in fila per entrare al circo e nell’atrio si mettono in posa per farsi fotografare vicino a qualche artista o agli stand coloratissimi degli snack o alle sculture luminose che fanno sgranare gli occhi a grandi e piccoli.

Finalmente si fa silenzio perché lo spettacolo sta per avere inizio.
Padre Corrado porta a tutti i presenti i l’abbraccio di Papa Francesco e raccoglie l’assemblea in un momento di preghiera, ciascuno secondo il suo credo.

Poi comincia lo spettacolo e subito si crea un clima di festa. Non c’è più distinzione tra platea e artisti, tutti partecipano e sono protagonisti della magia del circo.
Difficile raccontare delle espressioni dei volti, delle risa, del battito di mani ritmato, degli oooooooh di sorpresa, delle bocche dei bambini affondate in nuvole di zucchero a velo, degli anziani tornati bambini, delle rughe scomparse per la gioia.

Sono immagini impresse nell’anima.
Quanto benessere in tutti!

E in fondo è questo concetto di salute che la medicina solidale da sempre vuole affermare.
Una salute derivata dalla pienezza della persona, non mutilata dalla fame, dalla miseria, dalla violazione dei diritti fondamentali.

Una salute che si tutela e sostiene non solo con farmaci e indagini diagnostiche, ma attraverso l’accoglienza l’ascolto l’accompagnamento in una parola con un percorso di cura, in cui momenti come quelli vissuti oggi e donati dalla straordinari lungimiranza del Papa sono vere e proprie catarsi dal male più oscuro che ci pervade: la paura di essere soli.

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