Guardare avanti

Guardare avanti

Era luglio 2017 quando Medicina Solidale si trovava costretta a chiudere le attività assistenziali prendendo atto che anche le attività di ricerca didattica svolte a favore di centinaia di studenti nell’ambito della medicina delle migrazioni non erano state riconosciute nel Protocollo di Intesa tra Regione e Ateneo di Tor Vergata.

Dopo un lungo e serrato confronto con Istituzioni, rappresentanze politiche e accademiche, arrivava il tempo delle scelte. Scelte non sempre facili ma necessarie.

La prima è stata quella di individuare possibilità concrete di proseguire le attività di assistenza e cura per le fasce più vulnerabili.

Grazie alla generosità di Papa Francesco e del Suo Elemosiniere abbiamo ottenuto un secondo giorno di ambulatorio presso il Colonnato di San Pietro, dedicato in particolare alla tutela della salute delle donne e bambini.

Questo ci ha consentito di duplicare l’offerta assistenziale. Il lunedì pomeriggio per le visite specialistiche in ambito internistico, infettivologico, chirurgico, otorinolaringoiatrico, dermatologico e della medicina d’urgenza; il giovedì per le visite ostetriche, senologiche, internistiche, infettivologiche, dietologiche e pediatriche.

Accanto alle visite ci veniva permesso di poter effettuare esami diagnostici di I livello e distribuire i farmaci per il periodo di cura.

La seconda è stata quella di rimodulare le attività di sostegno sociale.

Abbiamo deciso di proseguire la distribuzione di pacchi viveri alle famiglie più vulnerabili garantendo ogni martedì pomeriggio anche la sorveglianza igienico nutrizionale dei bambini coinvolti nel progetto.

Grazie alla disponibilità della Chiesa Evangelica Buona Notizia sono proseguite le feste mensili dedicate ai bambini, con laboratori ludici ed espressivi, merende, momenti di educazione alimentare e di conoscenza dei principali racconti del monoteismo.

Con la Chiesa Evangelica Buona Notizia abbiamo inoltre deciso di continuare il corso di italiano per migranti e di integrarlo con due ulteriori occasioni formative: un corso di educazione civica sulla Costituzione italiana e un corso di Educazione sanitaria. Questo ha permesso a circa 100 ragazzi migranti richiedenti asilo di frequentare i nostri itinerari formativi, di incontrarsi, socializzare, crescere insieme.

Il martedì mattina sono proseguiti gli sportelli di ascolto psicoterapeutici con focus sulla violenza di genere, maltrattamento e tortura. Il mercoledì abbiamo attivato con una giovane ostetrica un ulteriore spazio di incontro per mamme, un momento di incontro di ascolto e di condivisione tra donne che pur provenendo da mondi e culture diverse condividono l’esperienza della maternità nelle difficoltà derivate dallo sradicamento e dai fenomeni migratori.

La terza scelta è stata quella di proseguire la sperimentazione della rete degli ambulatori di strada, mantenendo il polo di via della Lungara e di Cinecittà. Il primo maggiormente dedicato all’assistenza della popolazione che ha vissuto l’esperienza del carcere il secondo dedicato all’accoglienza dell’infanzia fragile.

Proprio a Cinecittà grazie alla prossima apertura di una porta su via Chiovenda il nuovo centro seguirà da gennaio 2018 un’apertura giornaliera e verranno attivati una serie di sportelli dedicati alla cura della popolazione infantile più vulnerabile. Gli ambulatori e gli spazi colloqui sono stati già allestiti e pronti per iniziare ad operare.

Naturalmente resta l’attesa per il superamento degli ostacoli meramente burocratici che hanno momentaneamente bloccato alcune operatività a Tor Bella Monaca. Ma questo non spetta più a noi.

I luoghi delle decisioni sono ora nelle sedi istituzionali.

Noi ci auguriamo che chi ha responsabilità decida in tempi rispettosi delle esigenze dei più deboli e di quanti generosamente ci hanno sostenuto in questi anni: volontari, studenti, associazioni.

Noi guardiamo avanti. C’è molto lavoro da fare.

Le scelte qui rappresentate sono state tutte condivise dalla Comunità della Medicina Solidale e rappresentano un passaggio della nostra storia associativa. Non costituiscono in alcun modo l’interruzione delle attività formative né delle attività di volontariato”

 

La Comunità della Medicina Solidale

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