Varie

La gamba liquida Arriva a stento nella sala d’attesa del nostro centro. Cammina male, il volto emaciato, un tremito che lo scuote, e un odore nauseabondo che lo avvolge. Sto male Dottoressa-...

Lavorare con Medicina Solidale  vuol dire assistere dal punto di vista medico, psicologico, infermieristico e sociale quanti non accedono al Servizio Sanitario Nazionale per ragioni economiche, giuridiche, etniche e sociali.  L’assistenza fornita è gratuita e altamente qualificata.   I volontari impegnati nei nostri centri non sono solo professionisti specializzati in diversi settori disciplinari ma persone che hanno fatto una scelta dettata da una forte motivazione interiore: riscoprire la gratuità come perfezione di ogni intervento di cura, come premessa irrinunciabile di ogni autentico incontro con l’altro. La Medicina Solidale cerca personale qualificato non solo tra i medici e gli infermieri, ma anche tra epidemiologi, antropologi, psicoterapeuti, nutrizionisti, mediatori culturali, educatori, assistenti sociali. Possono aderire alle nostre iniziative anche studenti, specializzandi, professionisti in pensione.
Rincuora, sentire queste parole uscire dalla bocca di un Pontefice: “Solidarietà, una parola spesso dimenticata o taciuta, perché scomoda”. Così ha detto Papa Francesco alla gente della Comunità di Varginha, durante il Suo viaggio in Brasile, e ha proseguito: «La misura della grandezza di una società è data dal modo con cui essa tratta chi è più bisognoso, chi non ha altro che la sua povertà!». Queste parole ci hanno davvero squarciato l’orizzonte sul perché si fosse scatenato tanto ostracismo alla parola solidale che accompagnava il nome del nostro servizio: Medicina Solidale. Un ostracismo che si è manifestato in tante vergognose espressioni, tutte in realtà frutto di un medesimo sentire: solidarietà è una parola che da fastidio. Perché solidarietà è misura della nostra grandezza, personale e collettiva.
“Seguire Gesù, vuol dire imparare a uscire da noi stessi: per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell'esistenza, per muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli piu' lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno piu' bisogno di comprensione, di consolazione e di aiuto". Papa Francesco A queste parole il nostro cuore non ha potuto che trasalire di gioia. Dopo 5 anni di aggressioni verbali, di
[9]Il nemico aveva detto: Inseguirò, raggiungerò, spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama; sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano! [10]Soffiasti con il tuo alito: il mare li coprì, sprofondarono come piombo in acque profonde. [11]Chi è come te fra gli dei, Signore? Chi è come te, maestoso in santità, tremendo nelle imprese, operatore di prodigi? [12]Stendesti la destra: la terra li inghiottì. Esodo 15,9-12 Da settembre la Medicina Solidale ha ridato avvio alle sue attività più importanti: il progetto di sorveglianza nutrizionale per i bambini del territorio, il progetto di accompagnamento alla nascita per le giovani mamme in attesa, la distribuzione mensile dei pacchi viveri alle famiglie in difficoltà. E’ un tempo difficile questo per il nostro paese, particolarmente per le famiglie.
E’ così che mi piace immaginarla, è così che mi piace pensarla, perché è cosi che la vivo. Nel
2008, quando abbiamo iniziato nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia,
non avevamo la più pallida idea delle realtà di emarginazione sociale che erano presenti sul
nostro territorio. Eppure, nel cuore di Roma, a due passi dall’Eur, a 1 passo dal (oramai) famoso
quartiere della Garbatella, siamo entrati in contatto con una povertà sommersa, nascosta, al
limite dell’invisibile. Si, invisibile, come invisibili sono agli occhi delle istituzioni le persone che
abitano questi luoghi. Luoghi di occupazione, strutture fatiscenti, che famiglie, giovani, con
bambini, tanti bambini, hanno trasformato nella loro casa. Tra loro, tanti immigrati, moltissimi,
sempre più italiani, famiglie di italiani per cui, anche per loro, l’avere una casa oramai è un lusso
insostenibile.
“Il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che nonusa parzialità e non accetta regali, 18 rende giustizia all'orfanoe alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito.19 Amate dunque il forestiero, poiché anche voi foste forestierinel paese d'Egitto” Deuteromio 10, 17b-19.
Il muro nel cuore Giorgiana è una ragazza di 23 anni, viene dalla Romania, da una condizione di estrema miseria come molte ragazze che arrivano in Italia con la speranza di un futuro migliore. E’ una ragazza madre che si è fatta carico anche della sorellina più piccola e per di più disabile, Giorgiana è  fuggita da un padre alcolizzato e violento che massacrava la madre davanti ai figli ed è stata abbandonata dal suo compagno che non desiderava diventare padre. Ma non ha casa, non ha lavoro, non ha niente e quindi i servizi sociali a cui si è rivolta le hanno consigliato di dare in adozione figlio e sorella, tutto questo nell’interesse dei 2 minori. Le lacrime scendono copiose sul volto di Giorgiana mentre mi racconta l’agguato incui la vita l’ha posta: senza casa, senza documenti e senza lavoro non c’è via d’uscita.
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