11 febbraio 2018 giornata mondiale del malato: nascono gli ambulatori di cure primarie dell’Elemosineria Apostolica

11 febbraio 2018 giornata mondiale del malato: nascono gli ambulatori di cure primarie dell’Elemosineria Apostolica

Ve lo avevamo annunciato una settimana fa ed ecco ora siamo pronti per darvi questa notizia: dall’esperienza della medicina solidale presso l’ambulatorio del colonnato di San Pietro il 29 gennaio 2018 sono nati gli ambulatori di cure primarie dell’Elemosineria Apostolica.
Avviata nell’autunno del 2015, l’esperienza di servizio della medicina solidale per l’Elemosineria si era espressa nel Giubileo della Misericordia con le attività ‘per strada’ su poliambulatorio mobile e ‘di strada’ negli ambulatori di Lungara e del Colonnato. Tre anni di lavoro al servizio dei poveri che hanno maturato in alcuni di noi l’esigenza di rispondere ad una vocazione più alta del volontariato sociale, avendo sperimentato la necessità di iniziare una sequela di servizio alla Carità del Papa. Questa sequela è l’inizio di un cammino nuovo che dona particolare luce all’essere medico “non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati, ora andate e imparate che cosa significhi voglio Misericordia e non sacrificio’ Mt 9,12 b-13 a.
Ora andate e imparate.
ORA un appello non procrastinabile che ha interpellato la nostra vita scuotendola dalle sue certezze esistenziali e professionali;
ANDATE  il comando in un movimento che sposta le prospettive, che scaraventa oltre le ristrettezze di visioni aziendali e tecnologiche, che vogliono ridurre l’essere medico a tecnico altamente specializzato per riparare i danni prodotti dalla malattia;
IMPARATE un imperativo etico che indica la necessità di ripensare la medicina, ridotta a mera tecnologia, come arte-disciplina che si affaccia sul mistero dell’uomo sofferente. Senza mai avere la presunzione dell’ultima parola sulla malattia e sulla morte.
Misericordia in ebraico a rahamin, che sta a indicare il fremito delle viscere della madre per il pianto del figlio. Misericordia come amore incondizionato. Amore finalmente liberato da ogni forma di profitto utilitarista che permea le relazioni riducendole al solo do.ut.des
Si legge nel giuramento di Ippocrate “In qualsiasi casa andrò io vi entrerò per il sollievo dei malati e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini liberi e schiavi”.
Non sacrificio. A quali altari oggi siamo obbligati? Il profitto aziendale, la statistica, l’impero del desiderio, la riduzione del malato a ‘caso clinico’ o a ‘posto letto’; sono questi i nuovi altari su cui vengono immolate migliaia di persone scartate.
Sono i bambini strappati dal ventre della madre da medici assunti con concorsi per non obiettori, sono immigrati regolari che perdono il lavoro e non riescono più ad accedere al sistema sanitario nazionale, sono italiani sgomberati dalle loro abitazioni che vivono in occupazioni perdendo residenza e possibilità di usufruire delle cure per effetto del decreto 47 2014 articolo 5, sono gli anziani che vivono di pensione sociale e ogni giorno vanno a rovistare in sacchi di rifiuti quando i mercati rionali chiudono le loro porte. Sono le migliaia di persone invisibili che hanno come abitazione un cartone e trascinano tutta la loro vita in una vecchia e pesante valigia.
Noi ci auguriamo che questa realtà di servizio contagi  i medici come un’epidemia, risvegliando le loro coscienze di donne e di uomini per riportarli alla nostalgia della loro originaria vocazione.
“Infondi in me l’amore per la mia arte e per le tue creature 
Non permettere che la sete di guadagno, l’ambizione di essere noto e ammirato ostacolino la mia professione perché questi sono i nemici della verità e dell’amore per l’umanità, e potrebbero svegliarmi dal grande compito di dedicarmi al benessere delle tue creature.
Fammi essere soddisfatto di ogni cosa eccetto che della grande Scienza della mia professione 
Non permettere che nasca in me il pensiero di aver raggiunto una conoscenza sufficiente ma Concedimi la forza la possibilità e l’ambizione di ampliarla sempre più perché l’arte è grande ma la mente dell’uomo è in continua espansione O Dio onnipotente! “*
*dalla preghiera quotidiana di un medico prima della visita ai suoi pazienti dal manoscritto ebraico di un famoso medico ebreo egiziano del dodicesimo secolo
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