Istituto di Medicina Solidale
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Il centro di Medicina Solidale e delle Migrazioni è lieta di presentare:
il Laboratorio Ludico-Espressivo per bambini in età scolastica:
DALL’ESPRIMERE AL COMUNICARE – Percorsi creativi per dare voce alle emozioni.
Presso il Centro Solidale di Tor Bella Monaca El”che”ntro – Largo Mengoni, Tor Bella Monaca, Roma,
condotta dalla Dott.ssa Barbara Lucarini, psicologa dell’età evolutiva.
La bellezza ci salverà
Torniamo a parlare dopo lunghi mesi. Mesi in cui era difficile trovare una parola che non sapesse di banale rispetto a quanto ci accadeva intorno. L’uomo sembra perdere di umanità: l’interesse è prima della vita e non si cura del rischio di distruggerla.
Da dove cominciare?
Forse dal fatto incontestabile che l’uomo è capace di creare bellezza e di lasciarne una traccia che porta il nostro sguardo a sollevarsi, disegnando sul volto la linea di un sorriso.
Sorridere è già una vittoria sulla morte e i suoi sinistri messaggi, è la capacità di affermare sé stessi sull’ineluttabilità del destino, un gesto di libertà che sbaraglia chi ha dato per scontata la disperazione come unico orizzonte di questa storia.
Per dare un sorriso ai bambini colpiti dalla malattia mentale, la Medicina Solidale ha avviato un laboratorio espressivo di danza che attraverso l’armonia del movimento restituisce al corpo e alla mente di questi piccoli uno spazio di libertà dal male.
Arrivano disordinati e chiusi nel loro disagio che li isola da sé stessi e dal mondo e poi sul tappeto azzurro della palestra iniziano a comporre un nuovo disegno della vita individuale e di gruppo. Si muovono, si toccano, giocano con il movimento, si lasciano condurre dalle psicoterapeute nella danza che libera energie nuove, vitali, felici. Sorridono. Si sorridono.
Un taglio alla vita
Da sette anni il Servizio di Medicina Solidale accoglie, assiste e promuove la vita nascente in condizioni di fragilità, particolarmente tra le fasce sociali più emarginate. Migliaia di donne immigrate e nomadi hanno potuto portare a termine la loro gravidanza grazie all’impegno dei medici, degli infermieri, dei volontari del Servizio che hanno avuto la gioia di vedere venire alla luce centinaia di bambini che in assenza del nostro intervento si sarebbero trasformati in aborti. L’aborto è infatti ancora uno strumento di controllo delle nascite in questo paese che si definisce ancorato a radici cristiane. L’aborto è certamente una delle peggiori forme di violenza che l’umanità abbia potuto immaginare, perché è una violenza esercitata contro chi non può difendersi. Ma non è una responsabilità solo delle donne che abortiscono. E’ responsabilità dei legislatori che hanno dato diritto ad una forma di omicidio, è responsabilità di chi non sostiene le donne che affrontano la gravidanza in condizioni di fragilità sociale. E’ responsabilità degli amministratori che tagliano “per risparmiare” in maniera cieca e indiscriminata.
Negli occhi di un bambino
Da circa due anni sono il tutore affidatario di un piccolo bambino del Magreb: la mamma in fuga da una famiglia tradizionalista islamica me lo ha lasciato pregandomi di proteggerlo dalla violenza disumana di una legge senza pietà.
Quasi come per caso, è iniziato un percorso di vita che non avevo previsto e che ha scardinato tutto il mio essere fino alle fondamenta.
La mamma me lo ha portato avvolto in un sacco a pelo, il primo ricordo che ho di lui sono i suoi occhi neri, grandi e profondissimi, come gli abissi dell’oceano.
Una scuola senza maestri
La formazione è un percorso fatto di incontri.
Noi tutti ci siamo legati ad una disciplina perché qualcuno ci ha guidato a scoprirne la complessità e la bellezza.
La formazione non è solo comunicazione di concetti ma trasmissione di una cultura viva.
L’arte, la scienza, la stessa tecnica sono il frutto di un laborioso processo in cui uomini e donne si sono spesi per conoscere, interpretare e trasformare la dura realtà della materia in bellezza, pensiero, progresso.
Se il mare brucia
Le sponde del mediterraneo si sono incendiate sotto la spinta di una legittima richiesta di libertà e giustizia sociale.
L’urlo violento dei popoli in rivolta ha messo in evidenza ancor più la mancanza di lungimiranza politica dell’Europa e ancor più dell’Italia fondata sulla teoria dei respingimenti. Il mediterraneo e il deserto dell’Africa sono state lo scenario silenzioso di morti violente e assurde; a migliaia sono stati inghiottiti dai flutti nella notte indifferente ed ostile. Cercavano rifugio e hanno trovato la fine dei loro giorni, non c’è stata pietà per donne, bambini, vomitati dai barconi nel mare agitato dalla cecità di politici senza scrupoli.
Ma ora che i loro paesi sono in fiamme, che la guerra soffia vicina il suo respiro letale sui nostri lidi ecco un tremito scuote il calcolo freddo delle politiche e apre uno spiraglio per la loro accoglienza: li chiama rifugiati, non più clandestini.
INAUGURAZIONE DEL III SPORTELLO
INAUGURAZIONE DEL III SPORTELLO
D’Accesso ai Servizi Sanitari
PARROCCHIA DI SAN FILIPPO NERI
Via Martino V N.26
Roma 4 Marzo 2011 ORE 18.30
INTRODUCE
Raffaele Mancino Responsabile Relazioni Esterne Istituto Medicina Solidale
INTERVENGONO
Mons. Sergio Lanza Assistente Generale Ecclesiastico Università Cattolica
Lucia Ercoli Vice Presidente Istituto di Medicina Solidale
Don Nunzio Currao Parroco San Filippo Neri
Prof. ROCCO BELLANTONE Preside Facoltà di Medicina Università Cattolica
CONCLUDE
Onorevole Luciano Ciocchetti
Ass. Urbanistica e Vice Presidente Regione Lazio
